LA PARESI FACCIALE


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La paresi facciale più comune è la paresi da freddo o di Bell. Colpisce soprattutto le persone adulte,
compare improvvisamente o nel giro di poche ore e blocca i movimenti dell’occhio, della guancia e
della bocca di metà del viso. Si ha quindi difficoltà a mangiare, parlare e bere, ma anche a tenere chiusa
la bocca, tanto da avere piccole perdite involontarie di saliva. In passato era chiamata paresi da freddo
perché si pensava che la causa scatenante fosse un colpo d’aria fredda o il cambio repentino di
temperatura, mentre oggi non tutti sono concordi. Avrebbero un ruolo primario anche alcuni virus della
famiglia degli Herpes, come lo zoster e il simplex. Sono virus che infettano in forma latente i gangli
sensitivi, ma che periodicamente possono riattivarsi con infiammazione e conseguente rigonfiamento e
compressione del nervo facciale. La paresi non va sottovalutata, anche se talvolta regredisce senza
alcuna cura nel giro di pochi giorni.


 

 

Nei casi più seri, infatti, non si riesce a recuperare la funzionalità
nervosa e muscolare e la zona può rimanere completamente o parzialmente paralizzata. La cura
prevede un uso di farmaci cortisonici ed eventualmente antivirali specifici contro i virus erpetici.
Questi farmaci si sono dimostrati efficaci nel trattare l’infiammazione, soprattutto se assunti entro due o
tre giorni dall’esordio dei sintomi. La cura va poi proseguita per circa 10 giorni. Ai farmaci va associata
una specifica fisiochinesiterapia, chiamata tecnica di Kabat: sono sufficienti poche sedute per imparare
gli esercizi da ripetere a casa fino alla guarigione.

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